Un coniglio morto a Wall Street

The dead rabbit

Vi ho già raccontato cosa sono gli Speakeasy, ma ora entrerò nel vivo raccontandovene alcuni che ho avuto modo di visitare a New York. Sono locali esclusivi, non sempre facili da trovare, con una selezione all’entrata spietata, soprattutto se siete turisti.

The Dead Rabbit Grocery and Grog si trova nel Financial District, al numero 30 di Water Street, e sia nel 2015 che nel 2016 è stato premiato come miglior bar al mondo. Il nome del locale deriva dalla storia del posto su cui sorge: prima che il Financial District diventasse tale, era una zona di Wall Street ricca di commercianti, e prima ancora, nel XIX secolo, era il luogo in cui le strade erano percorse da una delle famigerate bande di irlandesi-americani che aveva come leader John Morrissy. Si narra che durante uno dei tanti scontri, un uomo abbia lanciato un coniglio morto in strada, e che proprio da questa azione prese il nome la banda, alla quale si ispira il locale di Muldoon e McGarry.

The Retribution, The dead rabbit
The Retribution, The dead rabbit

I proprietari avevano come intento quello di portare un bar irlandese nel XXI secolo e proprio per questo motivo,esternamente appare come un palazzo rosso di mattoni a faccia vista dalle finestre oscurate che si mimetizza con il resto del quartiere in cui i palazzi sono tutti sorti tra il 1845 e il 1851, quando un milione di immigrati irlandesi scesero dalle navi dopo settimane in mare.

The Retribution, The dead rabbit
The Retribution, The dead rabbit

Il bar si sviluppa su tre livelli che hanno tre stili completamente diversi e ai quali non è semplice e scontato poter entrare: infatti un buttafuori è posizionato all’entrata del locale e se possibile tenderà a farvi entrare al pian terreno, mentre per accedere ai piani superiori dovrete entrare nelle sue grazie o in quelle di qualche cameriere.

The Retribution, The dead rabbit
The Retribution, The dead rabbit

Al piano terra, il vero Dead Rabbit, è ricreato un tipico pub irlandese senza fronzoli, con birra artigianale e whiskey, sgabelli in pelle e un bancone in legno. Una boasery che arriva ad un metro da terra per poi proseguire con stecche di legno chiaro rivestite di quadri: è una sala per i “tocchi” in tipico stile irlandese. Bottiglie e fotografie ovunque, anche sul soffitto. La sensazione è di trovarsi in locale in cui tutti hanno già bevuto molte più birre di te che sei appena entrato e che volendo potresti essere arrivato anche da solo, perché tra pochi minuti sicuramente qualcuno si accorgerà di te e ti chiederà chi sei e cosa ci fai li.

The Retribution, The dead rabbit
The Retribution, The dead rabbit

Il secondo piano, chiamato Retribution, definito anche “il salotto”, è la cattedrale del cocktail con un menù che in realtà è un fumetto, con ben 70 tipi diversi di bevande. Boasery in legno e pareti verdi, finestre oscurate da tende rosso fuoco ovvero lo stesso colore degli abiti delle cameriere e dei baristi. Foto in bianco e nero di personaggi famosi irlandesi alle pareti e un bancone naturalmente in legno, con un pianoforte al centro della sala. Per rimanere nel mood verrete accolti con una tazzina da the in cui è servito un goccio di whiskey e un uomo di mezza età suonerà musica jazz. Chiudendo gli occhi si viene catapultati dritti dritti in un locale degli anni 20, tipico del proibizionismo: il piano, le luci soffuse e la difficoltà nell’accedervi aumentano la sensazione.

The Parlor, The dead rabbit
The Parlor, The dead rabbit

Il terzo piano, ovvero il Parlor, è considerato il locale per la privacy o per le occasioni. Un bancone più corto ma sempre di legno, sgabelli di pelle verde e tavoli alti e tondi, costituiscono l’arredamento. Alle pareti solo quadri e foto della gang di irlandesi del film di Martin Scorsese “Gangs of New York”. Nasce come una sala riunioni, ovvero la sala della gang; qui la sensazione è famigliare, meno rumorosa, puoi dialogare senza dover urlare o senza la paura di interferire con la musica dal vivo.

The Parlor, The dead rabbit
The Parlor, The dead rabbit

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Interior Designer, Operatrice del Turismo Culturale, Artista

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