GRAMERCY PARK HOTEL

Gramercy Park Hotel

Il Gramercy Park Hotel sorge accanto all’unico parco privato di New York City, ovvero il Gramercy Park che, situato all’estremità meridionale della Lexington Avenue, è accessibile solo ai residenti della zona che pagano una somma annuale per poterne usufruire.

Gramercy Park Hotel, Warhol

    Gramercy Park Hotel, Warhol

La storia dell’Hotel comincia nel lontano 1830, quando 66 lotti paludosi vennero venduti per creare quelli che poi chiamarono “i quartieri alti”; tanto che il significato di Gramercy è proprio “piccola palude storta”. Ma da quella palude sono nate file di case eleganti, una delle più importanti arterie della città, ovvero la Lexington, e il Gramercy Park Hotel. Nel 1924 iniziarono i lavori da parte dei fratelli Bing e Bing su progetto di Robert T. Lyons, che aveva pensato l’edificio con uno stile Revival Rinascimentale.

Gramercy Park Hotel, Hall
Gramercy Park Hotel, Hall

Nel 1925 vengono aperte le porte e solo un anno dopo Humphrey Bogart si sposò con Helen Menken, sulla terrazza panoramica dell’Hotel. John F. Kennedy visse diversi mesi in hotel e Babe Ruth era un abituè del Bar durante la grande depressione. Nel 1958, il proprietario di allora Herbert Weissberg apporta alcune modifiche alla struttura e il carattere bohémien avvicina musicisti e artisti del calibro di Bob Marley e Bob Dylan.

Gramercy Park Hotel, Bar
Gramercy Park Hotel, Bar

Il Gramercy Park Hotel è sempre stato ed è tutt’ora il posto ideale per attori, artisti, scrittori, intellettuali e stilisti di moda. Alcuni ex residenti comprendono l’attrice Margaret Hamilton, l’attore Matt Dillon, e il drammaturgo David Mamet; mentre altri ospiti importanti sono stati I Rolling Stones, i Beatles, i Clash, MadonnaDebbie Harry e Cristo Stein che vivevano nella camera 501, e ancora David Bowie, gli U2.

Gramercy Park Hotel, Warhol
Gramercy Park Hotel, Warhol

Verso la fine degli anni 90 l’hotel ha avuto un forte declino in concomitanza con dei problemi di salute di Weissberg, tanto che dopo la sua morte nel 2002, è passato nelle mani di Steve Greenberg. La clientela attirata era più giovane e i prezzi sono saliti in fretta. Nel 2003 l’Hotel è stato venduto a Ian Schrager che l’ha rinnovato in collaborazione con Julian Schnabel, il quale ha riprogettato tutti gli interni. Gramercy Park Hotel è attualmente di proprietà della società immobiliare RFR Holding LLC, ed è gestito da Manhattan Advisors Hospitality.

Gramercy Park Hotel, Hall
Gramercy Park Hotel, Hall

La Hall è accogliente e inusuale, tanto che la sensazione è quella di entrare nel salotto di una casa elegante, con un caminetto molto grande sulla parete di fondo e un tappetto dalle enormi dimensioni che scalda una sala dal soffitto altissimo. Naturalmente un lampadario a candelabro con milioni di gemme diffonde la luce nella stanza creando un effetto gioiello. La cosa insolita è che si è così colpiti dall’atmosfera, che quasi non ci si accorge che in realtà manca la Reception; anzi c’è ma è una semplicissima scrivania con due sedie davanti.

Gramercy Park Hotel, Bar
Gramercy Park Hotel, Bar

Il pavimento a scacchi accomuna le stanze del piano terra e si fa presto a raggiungere il bar che guarda la strada. Sulle pareti di questo piccolo bar, in cui sedie e sgabelli sono rivestiti di una splendida tonalità di vellutto blu, ogni sei mesi vengono esposti quadri di artisti più o meno famosi.

Gramercy Park Hotel, Bar
Gramercy Park Hotel, Bar

Proseguendo si entra nel locale aperto solo la sera, che è un misto di classicità ed eleganza sdrammatizzata dai quadri alle pareti: infatti un bancone di legno scuro con sgabelli e poltrone in velluto o pelle, sono accostati a foto di personaggi famosi degli anni ‘90 dai colori accesi e dalle posizioni provocatorie.

 

Gramercy Park Hotel, Bar
Gramercy Park Hotel, Bar

Salendo all’ultimo piano si accede alla terrazza che ha un sistema di copertura che permette nel periodo estivo la totale apertura. Qui, divanetti bianchi e tende che all’occorrenza possono rendere le zone private, vengono incorniciati da un gran numero di piante verdi che ti fanno pensare di trovarti in una corte di campagna, con l’edera che scende dalle travi del pergolato, più che al 16° piano di un palazzo a Mahattan. Suggestivo e quasi surreale.

Gramercy Park Hotel, Terrace
Gramercy Park Hotel, Terrace

Ma a questo piano è presente anche l’appartamento che oggi viene utilizzato solo per eventi particolari, e che conserva una galleria privata di inestimabile valore: oltre alla collezione privata di Warhol seconda al mondo, una serie di opere di Landers, Basquiat, Damien Hirst, Keith Haring e Richard Prince. Anche qui il pavimento è per gran parte a scacchi e le pareti sono completamente ricoperte di opere d’arte, come la particolare installazione intitolata “Light bulb ceiling” realizzata dall’artista Annika Newell composta da circa 4000 lampadine che ricoprono l’intero soffitto della camera intersecandosi tra di loro e creando una fitta trama che crea un’atmosfera suggestiva molto particolare.

Gramercy Park Hotel
Gramercy Park Hotel

 

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Interior Designer, Operatrice del Turismo Culturale, Artista

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