Venezia e i giardini segreti: 3 location inaspettate e sconosciute, ma dalla rara bellezza. 

Giardino Cà Nigra

Quando chiedete ad una guida turistica di accompagnarvi a conoscere una città, potete osare chiedendo di suggerirvi percorsi alternativi che vi introducano nella conoscenza profonda di un luogo, visitando posti sconosciuti alla massa.

Sara Magon, per la città di Venezia, potrebbe suggerirvi un percorso alternativo che, per un paio di ore, vi condurrà attraverso alcuni dei pochi giardini rimasti nella città. Infatti nel XVI secolo la Serenissima contava oltre 200 giardini, che sono stati con il tempo coperti dai massegni, le lastre di trachite utilizzate per la pavimentazione della città.

  1. I giardini di Villa Groggia (pubblico):
    Giardini Villa Gorgia
    Giardini Villa Gorgia

    nel sestiere di Canareggio, lasciandovi alle spalle la chiesa di Sant’Alvise, girate a destra per Fondamenta dei Riformati o del Bersaglio, e poi nuovamente a destra per Calle del Capitelo, proseguendo per circa 150 m. Alla vostra sinistra si apriranno le mura che circondano il perimetro di questo giardino di circa 5000 mq. Si tratta di un parco dallo stile romantico, ed inusuale, immerso in un profondo silenzio e caratterizzato da innumerevoli tonalità di verde. Le caratteristiche di questa zona verde sono i resti delle vecchie costruzioni, collinette, vialetti e rocce. Sono presenti anche archi neogotici, e statue di marmo. L’atmosfera creata dalle rovine in mezzo alla vegetazione è veramente suggestiva e scenografica. Nel 1500 sorgeva in questa zona un grande palazzo sulla proprietà della famiglia Donà, costituita da giardino ed orto, che si estendeva fino alla laguna. Alla fine dell’800, Giuseppe Groggia acquistò il terreno, e oltre a costruirvi il teatrino dallo stile neogotico e dalla capacità di 99 posti a sedere, riorganizzò il parco, secondo lo stile romantico tipico di quel secolo, unendo la zona adibita a giardino a quella ad orto. Alla sua morte gli immobili passarono nelle mani del Comune di Venezia che da subito lo rese pubblico. Interessante è anche la serra in stile liberty che affianca un elegante palazzetto dall’impianto Ottocentesco. Con una suggestiva vista sulla laguna, è considerata una delle zone più intime di Venezia; luogo di riposo e relax.

  2. I giardini di Palazzo Contarini Dal Zaffo (semipubblico):
    I giardini di Villa Contarini dal Zaffo
    I giardini di Villa Contarini dal Zaffo

    anch’esso situato nel sestiere di Cannaregio, vicino alla Madonna dell’Orto, presso la Sacca della Misericordia, è un edificio del XVI secolo. Un tipico palazzo dalla facciata rinascimentale sviluppata in lunghezza e priva di simmetrie, che possiede sul retro uno dei più bei giardini della Venezia del rinascimento, che si apre sul lato nord affacciandosi sulla laguna. Artisti e letterati frequentavano questo posto chiamato anche il Casino degli Spiriti, dal soprannome dato ad una delle palazzine del complesso, sulla quale aleggiavano paurose leggende. Nel settecento era sfondo di rappresentazioni teatrali, mentre nell’ottocento fu completamente stravolto per accogliere i capannoni di legname, anche se il suo fascino fu recuperato verso la fine del secolo. Dagli anni ’70, il complesso è stato suddiviso tra due istituzioni religiose: la Piccola Casa della Provvidenza Cottolengo e la Casa Cardinal Piazza con la conseguente divisione dello stesso giardino. Per entrare è importante concordare la visita con la portineria dell’istituzione che gestisce oggi il palazzo, lasciando una piccola offerta simbolica.

  3. I giardini dell’Hotel Cà Nigra (privati, ma accessibili):
    I Giardini di Cà Nigra
    I Giardini di Cà Nigra

    sono due, ed entrambi tutelati dalle Belle Arti. Nata come tintoria di tessuti, divenne dimora del poeta ed ambasciatore Costantino Nigra, grande amico di Cavour, fino a che non è stato trasformato in un boutique hotel di 22 camere. I giardini sono accessibili anche ai turisti, non solo agli ospiti dell’Hotel, e raggiungibili in pochi minuti a piedi dalla stazione di Santa Lucia, o via acqua, lasciandosi cullare dal dondolio di una gondola. Il giardino delle rose all’italiana si affaccia sul Canal Grande e fu donato dalla contessa Albrizzi al conte Nigra, affinchè divenisse il loro covo d’amore lontano da tutti. Il progetto dei giardini venne affidato al professor Giovanni Sardi, famoso architetto dell’epoca, che realizzò anche l’hotel Excelsior al Lido di Venezia. Location ideale per aperitivi al tramonto e prima colazione, è da qui possibile accedere anche al Casinò più antico del mondo (1638). Il consiglio è quello di prenotare nel periodo tra aprile e maggio, quando i roseti del giardino sono in fiore. Il giardino dei gelsomini, invece, sboccia nella corte interna, ornato da alberi secolari, palme e fiori variopinti. E’ la perfetta cornice per matrimoni ed eventi.

La peculiarità di questo percorso alternativo è che senza quasi nessun costo, potrete visitare alcuni dei polmoni verdi della città di Venezia, scoprendo la storia della città e le sue tradizioni più intime, comprese le dicerie che hanno segnato la città nei secoli.

LEGGI ANCHE Peggy Guggenheim: un tesoro a Venezia

Posted by

Interior Designer, Operatrice del Turismo Culturale, Artista

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *